Sabato a Cumiana

Qualche sabato fa abbiamo organizzato di portare le piccole streghette a vedere gli animali allo zoo,mi correggo, allo zoom!

Alla prossima avventura!!!

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Il serbatorio emozionale – adolescenti e incoraggiamento (terza puntata)

E per gli adolescenti?

Nell’adolescente incomincia ad essere un pochino più complicato mantenere pieno il loro serbatoio emozionale.

Quando i ragazzi raggiungono l’età adolescenziale, ossia quando inizia a diventare grande e svilupparsi piuttosto rapidamente, è sempre importante manifestare tutto l’amore, ma avendo cura di alcune attenzioni.

Ovvero, davanti ai suoi coetanei sarebbe meglio non abbracciarlo; l’adolescente vuole manifestare la propria ricerca d’indipendenza. Invece, al termine di una giornata, a casa, in tranquillità, anche un ragazzo e una ragazza, apparentemente schivi, possono avere piacere di un abbraccio di mamma e papà.

Alcuni genitori evitano di abbracciare il proprio figlio pensando che in questo periodo della loro vita non sia appropriato farlo. Talvolta le ragazze possono avee atteggiamenti inadeguati nei confronti dei loro coetanei, o manifestando eccessiva timidezza, o inadeguata provocazione. E’ possibile che un rapporto di maggiore comunicazione, fatto anche del linguaggio del contatto fisico, con il loro padre, possa rendere questa esperienza del rapporto con i coetanei più sicura, quilibrata, senza eccessi e con meno rischi e problemi.

 Non entro nel ruolo di psicologa, non mi compete, ma credo che anche le ragazze che per qualche motivo non hanno vivono in contatto con il loro padre, possono avere benificio di un rapporto affettivo con una persona di riferimento ugualmente importante come il nonno o lo zio.

Per gli adolescenti le parole d’incoraggiamento rappresentano un aspetto molto importante.

“Mio padre mi vuole bene? Si, perché quando gioco a pallone mi incoraggia sempre e dopo la partita dice: “grazie per aver giocato bene”. Dice che l’importante non è vincere, ma fare del mio meglio. A volte commetto errori, ma mio padre dice di non preoccuparmi, dice che otterrò migliori risultati se continuo a fare del mio meglio.”

Un ragazzo, ma anche un bambino, ricorda queste parole a lungo. Sono parole di tenerezza, di lode e d’incoraggiamento, aumentano l’autostima  e la sicurezza nel bambino. Al contrario, parole taglienti, espresse in momenti di ira e frustrazione, possono minare l’autostima ed instillare dubbi sulle sue capacità. I bambini pensano che noi siamo profondamente convinti di quello che diciamo. Come quelle buone, le parole cattive restano a lungo. 

Ad esempio, alcune parole di incoraggiamento:

  • parole di tenerezza

La parola “ti voglio bene”, per un bambino, ha poco significato da sola. Acquisisce molto significato se si associa ad un gesto fisico come ad esempio esserci durante un momento importante, oppure detta mentre si sta insieme leggere un bel libro oppure mentre si assiste un ad concerto, o ad una proiezione di un film che piace ad entrambi.

  • parole di lode 

Le parole di affetto esprimono stima per il bambino per come è. Le parole di lode esprimono compiacimento per quello che il bambino fa. La lode va espressa in relazione a qualcosa che effettivamente il bambino fa. Non va abusata altrimenti il bambino si rende conto di un significato falso, e la frase diventa diseducativa. Troppe lodi portano il bambino ad essere insicuro ogni volta che la lode non gli arriva.

  • parole di incoraggiamento

Sono parole che devono infondere coraggio. Dobbiamo sostenere le cose positive che i ragazzi iniziano a manifestare e infondere coraggio affinchè migliorino queste loro doti. Per infondere incoraggiamento dobbiamo stare bene. Il genitore che manifesta ira non riesce e infondere incoraggiamento; più il genitore é adirato  maggiore ira riverserà sui figli. Il risultato saranno bambini che si oppongono all’autorità dei genitori. E’ anche molto importante il tono della voce: il tono della voce di un genitore influenza molto la risposta del bambino. Se i nostri figli appaiono tesi, moderiamo il tono della voce e cerchiamo di essere incoraggianti ponendo domande e non impartendo ordini. Invece di “adesso porta fuori la spazzatura” proviamo a dire “puoi portare la spazzatura fuori per me, per favore?”

  • parole di guida

Sono parole che cercano di portare il bambino a fare una cosa e poi lo gratificano per averla fatta. Ma la modalità di proporre questa guida é fondamentale: indurre un ragazzo ad evitare la droga.  Se questa guida viene proposta in un clima di tensione con modi aspri e duri, potrebbe non avere alcuna efficacia. “I miei genitori mi dicono, gridando, che io no devo gridare.” Anche questa guida risulterà certamente non efficace. Nella guida che offriamo ai nostri bambini e ragazzi non devono esserci solo formulazioni negative. Dobbiamo proporre stimoli e incentivi. Spesso i ragazzi ammettono che il loro primo incontro con la droga deriva dal fatto che si sentivano annoiati. Anche gli aspetti negativi possono essere espressi in maniera affettuosa. Non é consigliabile presentare al ragazzo un elenco degli aspetti negativi dei loro amici. In questo modo non si raggiunge nessun risultato. E’ meglio esprimere dispiacere per eventuali azioni negative, come fare uso di droghe, da parte degli amici. Si può raggiungere questo risultato anche facendo leggere articoli e statistiche che descrivono le conseguenze in termini di incidenti, dell’uso di alcol e droghe, ad esempio. E’ possibile che se un figlio ascolta la preoccupazione dei propri genitori per quei ragazzi, comprenda questa condizione e sia portato ad affrontarla e risolverla.

alla prossima puntata