Sogno o realtà

Nella foresta aveva trovato la sua via di salvezza. Per la poca chiarezza di uno sguardo, aveva deciso di passare un po’di tempo con se stessa. In cuor suo sapeva che qualcosa stava cambiando, ma non riusciva a vedere quanto tempo sarebbe passato per dare inizio al cambiamento. Il sol pensiero la faceva stare bene, le faceva battere il cuore…e diceva tra sé e sé:”è ciò che voglio…”. Continuava a pensarlo incessantemente, tanto da rimproverare a se stessa che se ci avesse pensato ancora una volta, non si sarebbe mai più avverato. Quasi come se avesse svelato un sogno segreto all’universo intero. Ormai aveva deciso c’era un progetto da realizzare, altrimenti un sogno con un limite si chiama fine!

Il serbatoio emozionale (prima puntata)

Recentemente ho avuto l’occasione di leggere con molto interesse le mail che il nostro pediatra ha condiviso riguardo a richieste da parte di genitori che chiedevano di poter parlare delle manifestazioni di vari disagi, momenti di reattività, talora opposizioni, rifiuto dell’ascolto, rifiuto della scuola, talora momenti di aggressività, da parte dei loro figli. Da mamma, alcuni di questi eventi e aspetti emozionali, mi hanno fatto molto riflettere.

Al pediatra è venuto in mente un libro: ” I 5 linguaggi dell’amore dei bambini” di G. Chapman e Campbell che cade giusto a “fagiolo” su questi argomenti e ritengo che sia utile condividerne alcuni punti tratti “pari – pari” dal libro.

Per non essere troppo noiosa, li tratterò in puntate….

“…Ogni bambino ha un serbatoio emozionale, che serve  per farlo stare bene e fargli superare i momenti difficili. Dobbiamo riempire il suo serbatoio emozionale per fare in modo che agisca come dovrebbe e sviluppi  le sue potenzialità. Ma con cosa riempiamo il loro serbatorio? D’Amore naturalmente, ma di un amore che definiamo incondizionato: che accetta e incoraggia il bambino per ciò che è  e non per quello che fa; qualunque cosa faccia (o non faccia) il genitore continua ad amarlo. Spesso noi manifestiamo un amore condizionato: è basato sui risultati e spesso si associa a tecniche educative che prevedono doni, ricompense e privilegi se il bambino si comporta  nel modo che non consideriamo adeguato, ma anche punizioni e castighi in caso opposto. Naturalmente è necessario educare i nostri bambini, ma solo dopo che il loro serbatorio emozionale è stato riempito. Tutti i genitori amano i loro figli, ma non tutti sanno trasmettere in modo adeguato questo sentimento. Solo imparando ad amare i nostri figli in modo incondizionato li faremo sentire amati…”

Quindi il primo messaggio di questa prima parte è di fare in modo che i nostri bambini si sentano amati e si sentano amati di un amore incondizionato: indipendentemente da quello che fanno o non fanno.

I  5 linguaggi dell’amore che ci servono per comunicare il nostro amore incondizionato sono i linguaggi che ognuno di noi conosce, ma che non tutti utilizzano e sentono allo stesso modo:

  • momenti speciali;
  • parole d’incoraggiamento;
  • doni;
  • gesti di servizio;
  • contatto fisico.

A mio parere, ritengo che il primo è importantissimo, sopratutto per i bambini molto piccoli, ma anche per tutti gli altri è “il contatto fisico”.

…to be continued…